L’obbligo di alimentazione del FSE 2.0 non è una raccomandazione. È un requisito normativo con responsabilità esplicite. Eppure molti professionisti sanitari e molte strutture non hanno ancora chiaro quali sanzioni FSE 2.0 si rischiano concretamente in caso di inadempienza.​

il quadro normativo delle sanzioni FSE 2.0

Il D.Lgs. 7 settembre 2023 stabilisce in modo inequivocabile che la responsabilità della mancata, intempestiva o inesatta alimentazione del FSE ricade sul soggetto erogante la prestazione sanitaria. Non sul software utilizzato, non sulla regione di appartenenza: sul professionista o sulla struttura che ha erogato la prestazione.

Questo principio di responsabilità diretta è il punto di partenza per comprendere le sanzioni FSE 2.0 collegate all’inadempienza e le conseguenze che ne derivano, sia per chi opera in autonomia sia per chi fa parte di una struttura più ampia.

il rischio reputazionale

Oltre al rischio normativo, esiste un rischio spesso sottovalutato: quello reputazionale. Un professionista o una struttura segnalati per inadempienza al FSE 2.0 non hanno solo un problema amministrativo, hanno ricevuto un segnale preciso che la propria organizzazione non è allineata con gli standard della sanità digitale italiana.

In un mercato in cui i pazienti sono sempre più informati e i colleghi sempre più connessi, operare con sistemi non integrati è una scelta che il mercato legge e valuta, indipendentemente dalla dimensione dell’organizzazione.

il rischio sistemico

C’è infine un rischio che non produce sanzioni immediate ma pesa nel tempo: l’esclusione progressiva dall’ecosistema sanitario digitale. I flussi informativi, le reti di collaborazione tra professionisti, i sistemi di monitoraggio epidemiologico, tutto si costruisce sui dati del FSE. Chi non contribuisce resta fuori da questo sistema, con conseguenze crescenti sulla qualità e sulla continuità delle cure che è in grado di offrire.

Come evitare le sanzioni FSE 2.0:

La via più efficace per eliminare questi rischi alla radice è adottare uno strumento già integrato e certificato. Medibridge Professional permette ai liberi professionisti di iniziare a trasmettere referti al FSE 2.0 in pochi click, senza configurazioni complesse. Medibridge API offre la stessa integrazione ai gestionali sanitari utilizzati dalle strutture, permettendo loro di adempiere all’obbligo direttamente all’interno del proprio software.

In entrambi i casi, l’obiettivo è lo stesso: azzerare il rischio di sanzioni FSE 2.0 legate a ritardi, omissioni o trasmissioni inesatte.

riferimenti
  • D.Lgs. 7 settembre 2023